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Spagna, Busquets dice addio: “È arrivato il momento di salutare la Nazionale”

By Dicembre 16, 2022No Comments

Dopo un grande evento come un Mondiale è inevitabile che le delusioni, o altre ragioni, portino a degli addii. L’attuale edizione forse è stata una delle più intense in questo senso, molti allenatori come Louis van Gaal, Luis Enrique, Roberto Martinez e altri hanno deciso di lasciare le panchine o sono stati esonerati dalle federazioni nazionali. Anche sul fronte dei calciatori, sono in tanti quelli che hanno giocato la loro ultima rassegna iridata, figure come Dani Alves, Cristiano Ronaldo, Luka Modric e con tutta probabilità la finale potrebbe essere anche l’ultima apparizione di Lionel Messi in una kermesse iridata. A questi, nelle ultime ore si è aggiunto anche Sergio Busquets, una delle colonne del centrocampo della Spagna, che ha indossato la maglia della Roja per tanti anni, plasmando più di una generazione. A dieci giorni dall’eliminazione delle Furie Rosse dal Mondiale, eliminate ai quarti di finale dal sorprendente Marocco, il calciatore del Barcellona ha scritto un lungo post pubblicato sulle sue pagine social: “Buongiorno a tutti. Voglio dirvi che dopo quasi 15 anni e 143 partite è arrivato per me il momento di salutare la Nazionale”. 

Spagna, Busquets: “Ringrazio ciascuno dei miei compagni di squadra”

L’esordio a vent’anni, il primo aprile del 2009 e un lascito di cui i giovani talenti del centrocampo iberico dovranno fare tesoro. Nel suo messaggio, Busquets, che lascia la Spagna, rappresentativa che ha segnato tutta la sua carriera, con cui ha giocato 143 gare e segnato due reti, ha voluto dedicare un ringraziamento: “Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Da Vicente del Bosque, che mi ha dato l’opportunità di iniziare, a Luis Enrique che mi ha fatto godere ogni secondo. Ringrazio anche Julen Lopetegui, Fernando Hierro e Robert Moreno per la loro fiducia, così come tutti i loro collaboratori. E ovviamente ringrazio ciascuno dei miei compagni di squadra, con i quali ho lottato per cercare di portare la Nazionale dove meritava di essere, con più o meno successi ma dando sempre il massimo e con il massimo orgoglio. Non voglio dimenticare nessun membro della spedizione, tutti sono stati altrettanto importanti lavorando nell’ombra (fisioterapisti, dottori, giocatori, delegati, nutrizionisti, staff, stampa, sicurezza, viaggi, ecc) e tutte le persone e gli operatori che hanno incrociato il mio cammino e l’hanno reso così speciale. Anche i presidenti, dirigenti, direttori sportivi e a chi in un modo o nell’altro ha fatto parte della Federazione”.

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